Autolesionismo tra i giovani
📑 Indice dei contenuti
Cos’è l’autolesionismo?
L’autolesionismo è l’inflizione volontaria di dolore sul proprio corpo attraverso lesioni. È collegato ad un forte malessere psicologico e disagio e si manifesta principalmente tra i 13 e i 16 anni.
Le lesioni vengono tipicamente inflitte nella stessa zona, tendenzialmente nascosta ma accessibile, come la coscia, l’avambraccio, l’inguine, ecc. La ripetizione di queste azioni provocano spesso cicatrici o danni fisici, che possono essere indotti in modi diversi, come ad esempio:
– Attraverso tagli con un oggetto affilato o graffi;
– Attraverso bruciature o ustioni;
– Attraverso marchiature con oggetti roventi.
– Attraverso l’ingestione di sostanze tossiche o l’overdose di droghe
Perchè si comincia?
I motivi che spingono all’autolesionismo sono diversi ma hanno tutti una cosa in comune: un forte malessere psicologico, fatto di angoscia, rabbia, tristezza, senso di vuoto e sensi di colpa. Questo malessere viene temporaneamente coperto da quello fisico ogni volta che l’autolesionismo viene messo in atto.
Alcuni dei motivi per cui i giovani si autolesionano sono:
- Comunicare il proprio stato d’animo, sia a se stessi che alle persone intorno.
- Trasformare i pensieri o i sentimenti invisibili di dolore in qualcosa di visibile e più facilmente gestibile.
- Uscire da uno stato di vuoto. Spesso chi arriva ad autolesionarsi è perché non riesce a tollerare uno stato di vuoto. L’autolesionismo permette quindi di far sentire qualcosa.
- Sfogarsi. Qui la persona ha così tante emozioni intrappolate dentro di sè che usa l’autolesionismo per sfogare le emozioni negative.
- Esprimere sentimenti e pensieri suicidi senza togliersi la vita.

Quali sono le conseguenze dell’autolesionismo?
In generale le conseguenze variano di persona in persona, ma in primis vi è lo sviluppo di un modo sbagliato di regolare le proprie emozioni e confrontarsi con i problemi della vita.
Altre conseguenze dell’autolesionismo possono essere:
- Isolamento
- Vergogna, disgusto e senso di colpa
- Cicatrici permanenti
- Ferite ai tendini, nervi, vasi sanguigni e muscoli
- Permanente debolezza o intorpidimento in alcune aree del corpo
- Infezioni nel sito di autolesionismo
- Sviluppo di pensieri e comportamenti suicidi
- Morte accidentale, involontaria
Come posso rendermi conto che qualcuno usa l’autolesionismo come strategia disfunzionale?
- si copre più del solito, evitando maniche corte o mettendo fascette sugli avambracci.
- si isola maggiormente, è più schivo e silenzioso
- passa più tempo in bagno o in camera senza apparente motivo
- evita situazioni in cui deve mostrare il corpo (piscina, mare, …)
- si ritrovano asciugamani od oggetti sporchi di sangue
Come posso aiutare qualcuno?
- Non giudicare e colpevolizzare, è pur sempre una strategia per gestire delle forti emozioni, per quanto sia disfunzionale.
- Sii comprensivə e supporta la persona anche se non capisci il senso delle sue azioni.
- Non pretendere che qualcuno ti prometta che smetterà di farsi del male. L’autolesionismo non è facile da modificare se non si hanno a disposizione altre risorse e strategie, non sottovalutarlo. C’è il rischio di elicitare un ulteriore senso di colpa per averti deluso se dovesse continuare a farsi del male.
- Attiva la richiesta d’aiuto: direziona la persona verso un percorso con unə psicologə.
- Nascondi gli oggetti con cui può farsi male.

Come smettere?
Per quanto riguarda chi pratica l’autolesionismo è importante e necessario che inizi un percorso con lo psicologo. Questo aiuterà a comprendere le proprie emozioni e imparare nuovi metodi per regolare ed esprimere ciò che si prova.
Margherita Gandolfi