Ansia e attacchi di panico

25 settembre 2020 Aggiornato il 14 maggio 2026 3 min di lettura
📑 Indice dei contenuti
  1. Cos’è il disturbo d’ansia generalizzato (GAD)?
  2. Come riconoscere un attacco di panico
  3. Cos’è l’ansia anticipatoria?
  4. Cosa fare quando senti arrivare un attacco di panico
  5. Perché ho attacchi di panico se nella mia vita va tutto bene?

L’ansia può manifestarsi in modi molto diversi. A volte è una preoccupazione costante e difficile da spegnere; altre volte si concentra in episodi acuti e improvvisi, i cosiddetti attacchi di panico. Capire la differenza, riconoscere i segnali e sapere come comportarsi è il primo passo per uscirne.

Cos’è il disturbo d’ansia generalizzato (GAD)?

Il disturbo d’ansia generalizzato è uno stato continuo e persistente di preoccupazione per diversi eventi, eccessivo per intensità, durata o frequenza rispetto alle reali circostanze. Non si tratta di una preoccupazione occasionale, ma di un pensiero ansioso che occupa la mente in modo pervasivo e difficile da controllare.

Si parla di GAD quando alle preoccupazioni si associano almeno tre dei seguenti sintomi:

– Irrequietezza
– Facile affaticabilità
– Difficoltà di concentrazione o vuoti di memoria
– Irritabilità
– Tensione muscolare
– Sonno disturbato (difficoltà ad addormentarsi o a mantenerlo)

La diagnosi differenziale va sempre fatta da un professionista qualificato, poiché i sintomi possono sovrapporsi ad altre condizioni.

Come riconoscere un attacco di panico

Un attacco di panico arriva come l’onda di uno tsunami: lo si avvista lontano, lo si osserva avvicinarsi, ne si è travolti, per poi vederlo svanire. I sintomi principali sono:

– Tachicardia
– Brividi
– Sensazione di soffocamento
– Perdita dell’equilibrio
– Formicolii
– Paura di perdere il controllo, di impazzire o di morire

Spesso chi lo vive per la prima volta si rivolge al medico convinto di avere qualcosa di grave sul piano fisico. Solo dopo aver escluso cause organiche si arriva a riconoscere l’episodio per quello che è: un attacco di panico.

Cos’è l’ansia anticipatoria?

Dopo un primo attacco di panico può svilupparsi la cosiddetta ansia anticipatoria: la continua angoscia che un nuovo attacco possa arrivare. Con il tempo questa paura può diventare una vera e propria prigione — la persona inizia a evitare luoghi e situazioni, a non uscire di casa, a non restare sola nemmeno per brevi tragitti.

È una delle complicazioni più invalidanti del disturbo di panico e va affrontata con un percorso psicologico specifico, per spezzare il circolo vizioso evitamento-ansia prima che si consolidi.

Cosa fare quando senti arrivare un attacco di panico

La risposta istintiva è combatterlo. Ed è proprio questa la cosa più sbagliata da fare: lottare contro il panico lo amplifica. L’unica strategia che funziona è non opporsi e lasciarsi attraversare, come da un’onda. Più si cerca di contenere o reprimere, più la crisi si prolunga.

Chi soffre di attacchi ricorrenti può imparare, con l’aiuto di un terapeuta, tecniche di accoglimento e respirazione che riducono progressivamente intensità e frequenza degli episodi.

Perché ho attacchi di panico se nella mia vita va tutto bene?

È una delle domande più frequenti — e più disorientanti. Spesso il panico arriva proprio quando esternamente tutto sembra funzionare, perché ci si è troppo schiacciati su un’immagine di sé sempre performante, puntuale, adeguata.

Sono questi schemi rigidi a ingabbiare, fino al punto in cui qualcosa dentro si ribella. È la parte più autentica di sé — quella a cui si è negata espressione, i piaceri, i bisogni reali — che vuole uscire allo scoperto. Ascoltare quel segnale in psicoterapia aiuta a comprendere cosa il panico stia cercando di dire, e a farlo gradualmente ritirare.

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