Prima del ciclo stai tanto male? Potresti soffrire di DDPM

22 novembre 2023 Aggiornato il 14 maggio 2026 2 min di lettura
📑 Indice dei contenuti
  1. Cos’è il disturbo disforico premestruale?
  2. Sintomi del DDPM
  3. Come trattare il DDPM

In Italia il menarca avviene in media a 12 anni e la menopausa a 50: per circa 40 anni le donne convivono con il ciclo mestruale, che ha un impatto sull’equilibrio emotivo e psicologico variabile da persona a persona. Per alcune questo impatto è molto intenso — ed è qui che entra in gioco il disturbo disforico premestruale (DDPM), una condizione medica e psicologica complessa ancora spesso poco compresa e sottovalutata.

Cos’è il disturbo disforico premestruale?

Il DDPM è una forma grave di sindrome premestruale (SPM) che colpisce tra il 3% e l’8% delle donne in età fertile, con molti casi che rimangono non diagnosticati per mancanza di consapevolezza. È incluso nel DSM-5 all’interno dei disturbi depressivi e si caratterizza per sintomi psicologici e fisici che compromettono significativamente il funzionamento sociale, relazionale, lavorativo e scolastico.

Il riconoscimento nel DSM-5 ha contribuito a sensibilizzare sull’esistenza e sull’importanza clinica del disturbo, aiutando le donne a comprendere cosa accade al proprio corpo e alla propria mente in quei giorni — e a chiedere il supporto specialistico che meritano.

Sintomi del DDPM

I sintomi variano da donna a donna e anche da ciclo a ciclo. Sul piano fisico possono comparire dolori addominali, gonfiore, dolore al seno, dolori muscolari, mal di testa e disturbi del sonno. I sintomi psicologici sono spesso ancora più debilitanti:

– Irritabilità estrema: anche piccole frustrazioni innescano reazioni intense, con impatto significativo sulle relazioni personali e professionali.
– Umore labile: oscillazioni estreme tra tristezza, rabbia e instabilità emotiva.
– Depressione: profonda tristezza, perdita di interesse e piacere, sensazione di disperazione che può durare diversi giorni.
– Ansia: preoccupazioni eccessive, tensione costante, possibili attacchi di panico.
– Difficoltà cognitive: problemi di memoria e concentrazione che rendono difficile svolgere attività lavorative, formative e quotidiane.
– Fatica estrema: senso di esaurimento debilitante, mancanza totale di energia.
– Isolamento sociale: ritiro dalle situazioni sociali per evitare conflitti o peggioramento dei sintomi.
– Pensieri autolesivi: nei casi più gravi possono comparire pensieri autolesivi o suicidari, che sottolineano l’importanza di una diagnosi e di un trattamento tempestivi.

Come trattare il DDPM

Il trattamento è multifattoriale e personalizzato, mirato a ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita. Le principali opzioni includono:

– Cambiamenti nello stile di vita: gestione dello stress, miglioramento della dieta ed esercizio fisico regolare possono contribuire a ridurre i sintomi.
– Terapie alternative: agopuntura, integratori, yoga e mindfulness possono offrire supporto.
– Terapia farmacologica: oltre alla pillola contraccettiva e agli antidolorifici, anche gli antidepressivi possono essere utili per alleviare i sintomi più gravi, sempre sotto supervisione medica.
– Psicoterapia: il percorso psicoterapeutico aiuta a gestire gli aspetti psicologici del disturbo e a sviluppare strategie di coping efficaci.

Una buona diagnosi è il punto di partenza essenziale. Riconoscere il DDPM come una condizione reale e trattabile è fondamentale per migliorare il benessere e la qualità di vita di chi ne soffre.

Margherita Hassan, psicologa psicoterapeuta del team Mama Mind

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