Essere genitori: il necessario equilibrio tra solitudine e supporto familiare e sociale

11 maggio 2022 Aggiornato il 23 settembre 2026 3 min di lettura
📑 Indice dei contenuti
  1. Quanto pesa oggi la responsabilità sul singolo genitore
  2. Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio
  3. Perché il sostegno dopo la nascita è essenziale
  4. Non è fisiologico dover fare tutto da soli

Un proverbio africano sostiene, con la naturalezza e la semplicità della tradizione popolare, che per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio. Qualsiasi persona che abbia avuto a che fare con il mondo dell’infanzia, sia essa un genitore, un parente, un educatore e via dicendo sa quanta verità ci sia in questo messaggio che vorrebbe essere non solo una constatazione, ma anche un monito e un’esortazione affinché le lacune del sistema vengano colmate.

Quanto pesa oggi la responsabilità sul singolo genitore

La realtà italiana attuale prevede, nella maggior parte dei casi, che sul genitore ricada gran parte delle responsabilità emotive, educative e di crescita del bambino, e questo soprattutto nel periodo post-natale, quando la coppia o il singolo rientrano a casa con uno o più neonati di pochi giorni. Se da un lato viene talvolta offerta un’adeguata assistenza medica e ostetrica, come nel caso dei consultori e degli ambulatori ospedalieri dedicati all’assistenza pratica e al monitoraggio del neonato e dei neogenitori, il grande vuoto assistenziale si rivela spesso nell’ambito che più di tutti colpisce le neo madri e i neo padri, ossia il mondo emotivo, le reazioni, gli assestamenti e la ricerca di nuovi equilibri.

Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio

Le sfide che la genitorialità porta con sé impattano su moltissimi raggi d’azione della persona: il rapporto con il partner, i legami con le famiglie di origine, la rimodulazione delle amicizie, la conciliazione famiglia e lavoro, il bisogno di tempo per sé stessi, la gestione delle numerose incombenze e pratiche quotidiane, e molto altro ancora.

In epoca Covid, queste sfide sono ricadute inesorabilmente, quasi crudelmente, sui genitori soltanto che all’improvviso si sono visti chiudere nidi, sportelli, servizi e che hanno dovuto scegliere tra lasciare il lavoro o affidare i figli ai nonni (con tutti i rischi del caso per i nonni) o alle tate, talvolta anche improvvisate e scelte sull’onda della necessità e della disperazione. Per non parlare poi delle numerose donne che hanno sostenuto il travaglio e partorito in solitudine, senza la necessaria e fondamentale assistenza emotiva del partner. Durante l’emergenza Covid, i genitori hanno sentito di essere privati di qualcosa di davvero essenziale per sé stessi e per la crescita armonica dei bambini: il supporto emotivo, sociale, i servizi, la scuola, insomma l’intero villaggio con tutte le sue persone.

Perché il sostegno dopo la nascita è essenziale

Nel periodo post-natale il supporto della rete amicale, sociale e dei servizi che si stringa intorno ai neogenitori è essenziale per garantire un adeguato supporto e, soprattutto, per sostenere il benessere psicoemotivo del genitore, benessere che si accompagna a un altrettanto adeguata e sana crescita del bambino. Genitori stressati, iper-responsabilizzati, carichi di continue incombenze e di scelte quotidiane perdono la naturalezza e il necessario equilibrio psichico che è invece indispensabile in un momento di vita così intenso e delicato.

Non è fisiologico dover fare tutto da soli

Il proverbio africano ci richiama alla necessità di sostenere i genitori nel loro importante compito di crescere bambini felici, ma allo stesso tempo vuole essere un caldo abbraccio a tutte quelle mamme e quei papà che si rimproverano e si colpevolizzano per non riuscire a essere i genitori che vorrebbero, perché perdono la pazienza, perché non riescono a giocare abbastanza coi loro figli, perché si sentono inefficaci o inadeguati. Queste sono frustrazioni che tutti i genitori sono costretti a provare, prima o poi, ma che nel periodo attuale sono stati estremizzati dall’assenza dei servizi e della rete sociale, annullati dalle necessità della pandemia. Ricordarsi che non è fisiologico dover fare tutto da soli, che dovrebbe esserci anche un intero villaggio, un sistema più adeguato a dare sostengo alle famiglie, può aiutare tutti i genitori a sentirsi un po’ meno in colpa e a riconoscersi quanto impegno e quanta dedizione mettono ogni giorno al servizio dei loro bambini, nonostante tutto!

 

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