Autolesionismo tra i giovani

3 maggio 2022 Aggiornato il 23 settembre 2026 3 min di lettura
📑 Indice dei contenuti
  1. Cos’è l’autolesionismo?
  2. Perchè si comincia?
  3. Quali sono le conseguenze dell’autolesionismo?
  4. Come posso rendermi conto che qualcuno usa l’autolesionismo come strategia disfunzionale?
  5. Come posso aiutare qualcuno?
  6. Come smettere?

Cos’è l’autolesionismo?

L’autolesionismo è l’inflizione volontaria di dolore sul proprio corpo attraverso lesioni. È collegato ad un forte malessere psicologico e disagio e si manifesta principalmente tra i 13 e i 16 anni. Le lesioni vengono tipicamente inflitte nella stessa zona, tendenzialmente nascosta ma accessibile, come la coscia, l’avambraccio, l’inguine, ecc. La ripetizione di queste azioni provocano spesso cicatrici o danni fisici, che possono essere indotti in modi diversi, come ad esempio:

– Attraverso tagli con un oggetto affilato o graffi;

– Attraverso bruciature o ustioni;

– Attraverso marchiature con oggetti roventi.

– Attraverso l’ingestione di sostanze tossiche o l’overdose di droghe

Perchè si comincia?

I motivi che spingono all’autolesionismo sono diversi ma hanno tutti una cosa in comune: un forte malessere psicologico, fatto di angoscia, rabbia, tristezza, senso di vuoto e sensi di colpa. Questo malessere viene temporaneamente coperto da quello fisico ogni volta che l’autolesionismo viene messo in atto.

Alcuni dei motivi per cui i giovani si autolesionano sono: 

  • Comunicare il proprio stato d’animo, sia a se stessi che alle persone intorno. 
  • Trasformare i pensieri o i sentimenti invisibili di dolore in qualcosa di visibile e più facilmente gestibile.
  • Uscire da uno stato di vuoto. Spesso chi arriva ad autolesionarsi è perché non riesce a tollerare uno stato di vuoto. L’autolesionismo permette quindi di far sentire qualcosa.
  • Sfogarsi. Qui la persona ha così tante emozioni intrappolate dentro di sè che usa l’autolesionismo per sfogare le emozioni negative.
  • Esprimere sentimenti e pensieri suicidi senza togliersi la vita.

Quali sono le conseguenze dell’autolesionismo?

In generale le conseguenze variano di persona in persona, ma in primis vi è lo sviluppo di un modo sbagliato di regolare le proprie emozioni e confrontarsi con i problemi della vita. Altre conseguenze dell’autolesionismo possono essere:

  • Isolamento 
  • Vergogna, disgusto e senso di colpa
  • Cicatrici permanenti
  • Ferite ai tendini, nervi, vasi sanguigni e muscoli
  • Permanente debolezza o intorpidimento in alcune aree del corpo
  • Infezioni nel sito di autolesionismo
  • Sviluppo di pensieri e comportamenti suicidi
  • Morte accidentale, involontaria

Come posso rendermi conto che qualcuno usa l’autolesionismo come strategia disfunzionale?

  • si copre più del solito, evitando maniche corte o mettendo fascette sugli avambracci.
  • si isola maggiormente, è più schivo e silenzioso
  • passa più tempo in bagno o in camera senza apparente motivo
  • evita situazioni in cui deve mostrare il corpo (piscina, mare, …)
  • si ritrovano asciugamani od oggetti sporchi di sangue

Come posso aiutare qualcuno?

  • Non giudicare e colpevolizzare, è pur sempre una strategia per gestire delle forti emozioni, per quanto sia disfunzionale.
  • Sii comprensivə e supporta la persona anche se non capisci il senso delle sue azioni. 
  • Non pretendere che qualcuno ti prometta che smetterà di farsi del male. L’autolesionismo non è facile da modificare se non si hanno a disposizione altre risorse e strategie, non sottovalutarlo. C’è il rischio di elicitare un ulteriore senso di colpa per averti deluso se dovesse continuare a farsi del male. 
  • Attiva la richiesta d’aiuto: direziona la persona verso un percorso con unə psicologə. 
  • Nascondi gli oggetti con cui può farsi male.

Come smettere?

Per quanto riguarda chi pratica l’autolesionismo è importante e necessario che inizi un percorso con lo psicologo. Questo aiuterà a comprendere le proprie emozioni e imparare nuovi metodi per regolare ed esprimere ciò che si prova. 

Margherita Gandolfi

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