Perché il controllo assoluto crolla con la maternità

28 settembre 2026 4 min di lettura
📑 Indice dei contenuti
  1. Cos’è, in psicologia, il perfezionismo
  2. Quando il controllo diventa un’armatura
  3. Perché la maternità mette in crisi questo sistema
  4. Il perfezionismo aumenta il rischio nel post partum
  5. Il crollo come punto di partenza
  6. Fonti

Per anni hai creduto che essere perfetta fosse l’unico modo per sentirti al sicuro, amata, degna di valore: anticipare ogni imprevisto, non delegare nulla, tenere standard altissimi su lavoro, corpo, relazioni era un sistema che ha funzionato, o che è sembrato funzionare, finché qualcosa non lo ha messo alla prova più di quanto potesse reggere. Per molte donne quel qualcosa è la maternità.

Cos’è, in psicologia, il perfezionismo

Il perfezionismo è un costrutto con più facce, secondo gli psicologi Paul Hewitt e Gordon Flett:

  • il perfezionismo rivolto a se stesse, fatto di standard personali molto esigenti;
  • quello percepito come richiesto dagli altri, la sensazione di dover essere all’altezza di aspettative che non si sono scelte;
  • quello rivolto verso gli altri, quando si pretende la stessa perfezione anche da chi ci circonda¹.

Nella sua forma più rigida, il perfezionismo smette di essere una spinta a migliorare e diventa un sistema di sorveglianza costante su di sé. È un meccanismo che va spesso a braccetto con l’ansia.

Quando il controllo diventa un’armatura

Per chi ha imparato fin da giovane che sbagliare significava rischiare di essere meno amata, il controllo può estendersi anche al corpo: regole rigide sull’alimentazione, uno sguardo severo sull’aspetto fisico, la sensazione di dover “meritare” il proprio spazio attraverso la disciplina.

La ricerca mostra un legame consistente tra i tratti perfezionistici e le difficoltà nel rapporto con il cibo e con il corpo, un’associazione confermata da diverse revisioni della letteratura scientifica². È uno dei tanti modi possibili in cui il bisogno di controllo trova terreno fertile, non un caso isolato.

Perché la maternità mette in crisi questo sistema

La gravidanza e i primi mesi con un figlio piccolo portano con sé una trasformazione che la psicologia chiama matrescenza: il passaggio evolutivo da donna a madre, paragonabile per intensità all’adolescenza.

La ricercatrice Aurélie Athan descrive questo processo come una trasformazione che riguarda insieme il corpo, l’identità, le relazioni e il senso di sé, capace di generare uno stato di disorientamento prima che una nuova stabilità possa formarsi³. Un corpo che cambia forma senza chiedere il permesso, una stanchezza che impedisce di “fare tutto”, un figlio con bisogni imprevedibili: tutto questo rende impossibile mantenere lo stesso livello di controllo di prima. È lo stesso passaggio che racconta come diventare madre cambia il cervello.

Il perfezionismo aumenta il rischio nel post partum

Questo scontro non è solo psicologico: ha anche conseguenze cliniche misurabili. Uno studio condotto su donne con depressione post partum maggiore ha rilevato che alcune dimensioni del perfezionismo, in particolare la preoccupazione eccessiva per gli errori, sono più marcate in chi sviluppa un episodio depressivo dopo il parto rispetto a chi non lo sviluppa⁴.

Questo tratto merita attenzione clinica quando si presenta insieme ad altri segnali, senza che questo implichi che ogni madre perfezionista svilupperà una depressione post partum.

Il crollo come punto di partenza

Il cedimento di questo sistema, per quanto spaventoso mentre lo si attraversa, in terapia si rivela spesso un punto di partenza più che una sconfitta. Dietro il bisogno di controllo si trovano quasi sempre paure più profonde: quella di fallire, di non valere abbastanza se non si “produce” costantemente, di essere scoperte vulnerabili.

Riconoscerle non toglie fatica al momento, ma apre la possibilità di costruire un rapporto con se stesse meno vincolato alla performance e più vicino a chi si è davvero. Se questo racconto ti somiglia, non devi attraversarlo da sola: un percorso di sostegno post partum con il team clinico di MamaMind può aiutarti a capire cosa c’è dietro il bisogno di controllo, con i tempi e la delicatezza che merita.

Fonti

  • ¹ Hewitt, P.L., & Flett, G.L. (1991). Perfectionism in the Self and Social Contexts: Conceptualization, Assessment, and Association with Psychopathology. Journal of Personality and Social Psychology, 60(3), 456–470.
  • ² Bardone-Cone, A.M., Wonderlich, S.A., Frost, R.O., Bulik, C.M., Mitchell, J.E., Uppala, S., & Simonich, H. (2007). Perfectionism and eating disorders: Current status and future directions. Clinical Psychology Review, 27(3), 384–405.
  • ³ Athan, A., & Reel, H.L. (2015). Maternal Psychology: Reflections on the 20th Anniversary of Deconstructing Developmental Psychology. Feminism & Psychology, 25(3), 311–325.
  • ⁴ Gelabert, E., Subirà, S., García-Esteve, L., et al. (2012). Perfectionism dimensions in major postpartum depression. Journal of Affective Disorders, 136(1–2), 17–25.

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